Da dove arriva Pigiapigia
Tutto è iniziato con Edo, un anno e mezzo, due manine curiose e una tastiera troppo invitante. Servivano dieci minuti tranquilli, ma niente cartoni, niente siti pieni di pubblicità, niente app da installare. Solo un posto dove pigiare tasti e veder succedere qualcosa di colorato senza rompere niente.
Pigiapigia è quel posto.
Una regola sola: il computer del bambino è il computer di qualcuno. Niente account, niente raccolta dati, niente comportamenti scivolosi. Quello che il bambino vede a schermo è quello che c'è.
Cosa fa, in concreto
- Le lettere e i numeri pressati compaiono giganti e colorati al centro dello schermo.
- Gli altri tasti diventano emoji animate a tema (frecce, cuori, stelline).
- Il puntatore lascia una scia gialla che svanisce piano.
- Ogni click è una stella che esplode in un colore casuale.
- Modalità schermo intero per evitare tocchi accidentali su altre finestre.
Cosa non fa
- Non chiede registrazione, email o età.
- Non ha chat, commenti, condivisioni, leaderboard.
- Non mostra annunci pubblicitari.
- Non si collega a profili social.
- Non installa nulla. È solo una pagina web.
Per chi è
Per bambini molto piccoli, all'incirca dai 12 mesi ai 4 anni, sempre con un adulto accanto. La pagina che stai leggendo è scritta per i genitori, che decidono se e quando avviare il gioco.
Dedica: Pigiapigia è dedicato a Edo, che ha pigiato la prima A di prova e ha riso forte. Spero faccia ridere anche i tuoi.